Patrizia Genovesi riprende e fotografa  il M° Giorgio Proietti che dirige Coriolano di Ludwig van Beethoven.

La potenza della composizione è tale da trasfondere plasticamente i sentimenti che animano il protagonista al punto da renderli “fisici”. Così avviene che Coriolano entri dentro il Direttore-interprete, e che questi gli restituisca la propria identità.
L’intensità fisica ed emotiva del personaggio, che prorompe nel video del concerto, si cristallizza nei 12 fotogrammi che ne mostrano, immobilizzati, alcuni istanti. Un sapiente lavoro sull’immagine elimina il particolare superfluo ed enfatizza il dramma. Il gesto e la postura evidenziano la metamorfosi del Maestro, che lasciandosi penetrare dalla Musica diventa egli stesso Coriolano: comandante che guida i suoi alla battaglia, e insieme uomo lacerato dal dissidio interiore che lo condurrà infine alla morte.

Nell’incontro di tali mezzi espressivi solo in apparenza lontani, la telecamera diventa uno strumento dell’orchestra.

Essa segue docile e rivela alla vista la lenta trasfigurazione del Maestro che, nell’esigere un’interpretazione dalla sua orchestra, si fa egli stesso strumento della Musica, evocando anche fisicamente i suoi fantasmi e le sue suggestioni.

Il progetto di Coriolano nasce dall’incontro di due sensibilità artistiche autentiche e complementari. Giorgio Proietti, direttore d’orchestra, e Patrizia Genovesi, fotografa e video-artist, decidono di creare uno spazio in cui la grande tradizione musicale si sposa con il moderno strumento multimediale, perchè questo ne esalti la potenza in un linguaggio nuovo e familiare all’osservatore contemporaneo.