Immaginavo una vita a colori ma la vivevo in bianco e nero, come una lunga sequenza di grigi più o meno intensi, modulati da diverse quantità di luce. Questa era la percezione della ragione che discerne, che raggruppa i concetti e le esperienze per categorie omogenee, le riconduce a quello che la realtà è nella sua natura: un eterno contrasto tra morte e vita.
Il bianco e il nero richiamano l’essenza: l’uno è l’assorbimento di ogni cromatismo, l’altro la sintesi. Contengono dunque ogni colore, ogni presenza vitale ed ogni mancanza.









