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E fu così che per sentirsi meno solo, Egli decise di scrivere un racconto.
Volle esprimere se stesso in un’opera compiuta e condividere con altri i suoi pensieri.
Tracciò dunque con sapienza braccia e gambe di questo primo personaggio e gli parlò. Ma il suo personaggio lo fissava muto.
L’uomo infatti, non sapeva quanto fosse profonda la solitudine di un Dio.
Questa premessa è necessaria per capire come un romanzo sia in realtà l’atto di una penna che trasforma una figura di carta in vita e il movimento in tempo e l’aria in respiro. E di come poi la figura di carta si innamori del suo libro, di questo libro che si chiama Storia, fino a volere essa stessa scrivere un romanzo eterno, per raccontare all’universo del suo inferno e del suo sogno che si chiama paradiso.E fu così che per sentirsi meno solo, Egli decise di scrivere un racconto.
Volle esprimere se stesso in un’opera compiuta e condividere con altri i suoi pensieri.
Tracciò dunque con sapienza braccia e gambe di questo primo personaggio e gli parlò. Ma il suo personaggio lo fissava muto.
L’uomo infatti, non sapeva quanto fosse profonda la solitudine di un Dio.
Questa premessa è necessaria per capire come un romanzo sia in realtà l’atto di una penna che trasforma una figura di carta in vita e il movimento in tempo e l’aria in respiro. E di come poi la figura di carta si innamori del suo libro, di questo libro che si chiama Storia, fino a volere essa stessa scrivere un romanzo eterno, per raccontare all’universo del suo inferno che si chiama vita e del suo sogno che si chiama paradiso.

Patrizia Genovesi