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Bicentenario Verdiano.Trovatore. Donne di Giuseppe Verdi photo by Patrizia Genovesi

Il dolore sbriciola ogni presenza umana in Azucena, da vittima a carnefice la donna consuma la sua vita tra amore e vendetta. Il fuoco che ha bruciato sua madre e che la brucerà nel finale dell’opera, la divora in realtà per tutta la vicenda. Il grido “sei vendicata o madre” non è che un grido di dolore per l’unica soddisfazione che le è rimasta: infliggere ad altro una pena che in qualche modo sul letto di morte la fa sentire meno impotente. Gli scatti raccontano il cambiamento profondo che provoca la sofferenza nel cuore umano. Altera i tratti di Azucena fino a renderli, quando anche l’ultima speranza abbandona, quasi mostruosi. Viviamo la metamorfosi da donna a strega.


Pain crumbles every human presence in Azucena, who lives her life in the name of love and revenge, being a victim at first and then a perpetrator. The fire which has burned her mother and which will burn her at the end of the opera actually consumes her along the entire story. Her scream “sei vendicata o madre” (“o mother, you are avenged ”) is a cry of pain for the only satisfaction left to her, that is to inflict a punishment on someone else in order to feel less impotent, even on her deathbed. The photos show the profound changes pain can produce in human heart. It transfigures Azucena’s beautiful traits so much that she appears almost like a monster when even her last hope has gone. We are shown the metamorphosis from woman to witch.

Bicentenario Verdiano.Trovatore. Donne di Giuseppe Verdi photo by Patrizia Genovesi ©