Il curatore, profilo e funzione
Nel sistema della fotografia il curatore non è una figura unica. Parlare di “il curatore” è già un errore di partenza. Ciò che conta non è il nome, ma dove opera e che tipo di rischio riduce.
Nel sistema della fotografia il curatore non è una figura unica. Parlare di “il curatore” è già un errore di partenza. Ciò che conta non è il nome, ma dove opera e che tipo di rischio riduce.
L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, propone una riflessione sul sistema fotografico contemporaneo, in cui cultura, economia e diritto si intrecciano sempre più profondamente.
Aprirà la serata la relazione di Patrizia Genovesi, fotografa, regista e docente, Vicepresidente di AFIP International, l’Associazione Internazionale dei Fotografi Professionisti, che offrirà una lettura strutturata del mercato della fotografia.
A seguire, una tavola rotonda con ospiti provenienti dal mondo delle istituzioni, della finanza e del collezionismo approfondirà responsabilità e prospettive dei diversi attori coinvolti. Ospiti: Marco Delogu, Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo di Roma, Marco Alberi, Senior Wealth Planner Azimut Capital Management S.g.r., Davide Battaglia, Responsabile del Dipartimento di Fotografia di Finarte.
COSMOS è un viaggio nell’infinitamente grande e infinitamente piccolo, una meditazione artistica sulla complessità del reale che riflette l’approccio unico e multidisciplinare di Patrizia Genovesi, capace di coniugare la più raffinata estetica visiva con i contenuti più profondi della ricerca scientifica e filosofica. Il progetto Cosmos dato il successo raggiunto é stato prorogato fino al 14 aprile
La fotografia non è in crisi come mezzo, ma come linguaggio distinto da ciò che rappresenta. L’attenzione si sposta costantemente dal fatto fotografico ai temi di cui le immagini parlano, e in questa traslazione il medium scompare: non viene più assunto, né discusso, né storicizzato come tale.
È diventata un sistema che si autoalimenta senza una domanda reale esterna. I fotografi parlano ai fotografi, i premi legittimano altri premi, i festival si scambiano gli stessi nomi, e l’attenzione pubblica è più simulata che reale.
Negli ultimi anni gli NFT sono stati presentati alternativamente come una rivoluzione per l’arte, come una bolla speculativa o come un fenomeno ormai superato. Dopo una fase di forte esposizione mediatica e una successiva contrazione del mercato, oggi tornano a essere utilizzati in modo più selettivo, in particolare nel campo della fotografia e delle arti visive.
A fine anno, in molte aziende si apre una finestra breve ma strategica: quella in cui si cerca di usare bene gli ultimi budget disponibili, evitando sprechi ma anche cercando strumenti per migliorare la propria immagine, la relazione con il territorio e contenere il carico fiscale.
È il momento in cui un fotografo può entrare con una proposta che non sia solo artistica, ma anche intelligente dal punto di vista economico.
Ogni dicembre, puntualmente, si assiste a un’impennata di operazioni culturali da parte delle aziende. Mostre sponsorizzate, acquisti d’arte, cataloghi, donazioni. Ufficialmente, si tratta di gesti di mecenatismo o strategie di comunicazione culturale. La deducibilità fiscale è solo una parte della storia, e nemmeno la più interessante. Il vero vantaggio economico e strategico
Patrizia Genovesi crea un’analisi ironica e lucida su come i limiti tecnici della fotografia analogica siano stati trasformati in poetiche visive. Tra sfocature elevate a linguaggio e carte povere diventate mito, il racconto di un’estetica nata più da necessità che da scelta.
L’articolo analizza la fotografia come linguaggio, paragonandola alla scrittura, e distingue tre funzioni: archivio, opera d’arte e alfabetizzazione visiva. Critica la confusione istituzionale tra questi piani e invita a chiarire ruoli e responsabilità.
Cosa accade quando guardiamo una fotografia? Un’analisi tra etica visiva, neuroscienze e memoria, con Magnum Photos a cura di Patrizia Genovesi
Tour nella Garbatella storica, a cura di Patrizia Genovesi, alla scoperta delle gallerie del distretto artistico DAI. Un percorso tra architettura, arte e identità nel cuore di uno dei quartieri più iconici di Roma per la Rome Art Week 2025 Municipio VIII
“IDENTITY” di Patrizia Genovesi esplora il concetto di identità nell’era dell’intelligenza artificiale, tra video-installazioni immersive e fotografia urbana. Un viaggio visivo e concettuale tra arte, tecnologia e coscienza collettiva. L’Open Studio Gallery di Roma ospita il progetto multimediale anche durante la Rome Art Week.